Comune di Caltagirone » turismo » Monumenti


Il Comune
U.R.P.
Biblioteca Comunale
Informa Famiglia
Arch. Comun. Stampa
Ultimi comun. stampa
Ass.to Politiche...

Open Portal Management

 

Caltagirone città della ceramica per la quale è famosa in tutto il mondo, vanta un cospicuo patrimonio architettonico e monumentale per cui è stata inserita nella lista mondiale dell’UNESCO. In considerazione della vastità di tale patrimonio, qui di seguito si dà una breve descrizione di alcuni monumenti, edifici pubblici e palazzi storici che non esaurisce l’argomento ma vuole dare le principali informazioni e stimoli per conoscere meglio la città e visitarla in qualunque stagione dell’anno.

Monumenti

Scalinata di Santa Maria del Monte

 

La Scalinata fu aperta nei primi anni del ‘600 con una netta e drammatica demolizione del tessuto urbano medievale per congiungere il piano del nuovo Palazzo di Città direttamente alla Chiesa Madre. Vi lavorarono maestranze gaginesche con la partecipazione dello stesso Giandomenico Gagini, e nel 1606 fu “sistemata a gradinate intercalate da piazzette”. Il direttore dei lavori risulta essere il capomastro del Regno, Giuseppe Giacalone. Nel 1844 le varie rampe di scale furono unificate su progetto dell’architetto Salvatore Marino e si ottenne una grandiosa scala con gradini di uguale altezza e profondità.
Questa essendo logora, nel 1953 è stata rifatta a spese della Cassa per il Mezzogiorno in pietra lavica ed arricchita di alzate in maiolica decorate con motivi tutti diversi. Il disegno delle ceramiche così come il pannello di coronamento raffigurante la scena della “Campana di Judica” sono di Antonino Ragona.


Ponte di S. Francesco

Il Ponte di S. Francesco è dopo la scalinata di S. Maria del Monte il secondo intervento in ordine di tempo di sistemazione urbanistica della città nella prima metà del ‘600.
Si sposta così il proseguimento dell’asse principale della città dalla via S. Pietro, che guarda verso la valle di levante, a quella che sarà la via Carolina che guarda verso la valle di ponente.
 La costruzione dell’imponente manufatto, progettato dall’architetto romano, Orazio Torriani, ebbe inizio nel 1626 e ultimato nel 1666 con l’intervento del grande architetto messinese, Bonaventura Certo. Con la mole delle sue cinque arcate, di cui solo quella più grande aperta, potè da solo colmare un dislivello di oltre quindici metri ed una distanza di oltre cinquanta, che dividevano il piano delle pubbliche piazze dalla collina di S. Francesco.


Tondo Vecchio

Nel 1766 Ferdinando III faceva aprire, finanziando in parte l’opera, la via Carolina (oggi via Roma) con un tracciato che portava direttamente dal Ponte di S. Francesco alla chiesa di S. Maria di Gesù.
Il Tondo Vecchio fu costruito lungo il tratto della Strada nuova, dove questa incontrava le antiche mura cinquecentesche, in quella parte di esse che andavano dalla Chiesa S.Pietro alla Porta del Vento.
L’architetto che disegnò l’opera fu Francesco Battaglia. Il monumento è configurato come una vera cavea di teatro che guarda verso il paesaggio definito dalla Valle di ponente. Il semicilindro che contiene i gradoni della cavea è decorato da cornici e paraste con cartigli in pietra contenenti stemmi simbolici epigrafi ed il busto del re Ferdinando III. Il complesso costituisce un chiaro riferimento di cultura della città per le sue qualità di arredo storico e decoro urbano, benché sia rimasto come elemento unico del grandioso intervento della via Carolina, parzialmente modificato nell’Ottocento dall’Arch. Gianbattista Nicastro.


Villa Comunale

La collina su cui è sita la Villa Comunale era di proprietà dei Padri Paolini e veniva usata da questi per ritiro spirituale.
Restò in buona parte incolta e “selvaggia” sino al 1846, quando in seguito ad una forte carestia si pensò di dissodarla perché venisse messa a coltura.
All’inizio vi furono naturalmente eseguite solo opere di disboscamento e di gradonatura dei fianchi e ciò per ordine diretto del Senato calatino.
Questi lavori proseguirono sino al 1851 quando il governo borbonico mandò “il valente architetto palermitano Gianbattista Filippo Basile” perché venisse eseguito un piano organico per sistemare l’area a villa pubblica.
Il Basile definì nel 1852 il disegno di sistemazione, secondo il modello dei giardini inglesi. A rendere esecutivi ed attuare il piano generale disegnato dal Basile provvidero gli architetti calatini Salvatore Marino, Michele Fragapane e l’ingegnere civile Gaetano Aurichiella. Questi realizzarono anche l’ingresso principale con i due piloni sormontati da leoni accovacciati.
Lo stesso ingresso, sito lateralmente alla chiesa di S. Francesco di Paola, fu sostituito successivamente da un altro disegnato dall’arch. Saverio Fragapane, probabilmente contemporaneamente alla costruzione del Teatro Politeama–Ingrassia.
Dello stesso Fragapane è la cancellata che fa da recinto alla base del Teatrino del Bonaiuto.
“Alla fine dell’Ottocento venne eseguita la grande zoccolatura in bugne di pietra della Marfisa addossata al giardino pubblico lungo tutta la via Roma“.


Il Palchetto della musica nella Villa Comunale

L’ingegnere civile Gaetano Aurichiella, molto incline a trarre ispirazione dagli stili medievali, aveva progettato e realizzato, nel 1853, un grandioso palco musicale, in legno, trasportabile ed in stile goticheggiante, con colonnine tortili, statue allegoriche, scudi, festoni. Risultato troppo ingombrante nel 1859, venne ridotto nelle dimensioni dall’arch. Giambattista Nicastro che ne trasformò anche lo stile da gotico in linee rinascimentali.
Nei primi anni ’50 del Novecento fu ricostruito in cemento armato ed in stile moresco su progetto del geometra Salvatore Montalto, fu quindi decorato con piastrelle e motivi decorativi a rilievo di ceramica calatina, disegnati e realizzati da Antonino Ragona.


Il “Teatrino”

Il Teatrino venne costruito nel 1792, nella ripresa dei lavori della strada Carolina sul pendio di un poggio, su progetto di Natale Bonaiuto.
“L’opera del Bonaiuto presenta slanciate arcate terminali e movimentate rampe che si intrecciano nei vari ripiani della parte basamentale fra sedili e gradinate, intercalati da formelli e pannelli in maiolica locale policroma. Per tali decorazioni il Bonaiuto si giovò dell’opera dei ceramisti locali Ignazio Campoccia ed Angelo Mirasole, quest’ultimo nativo di Aragona nell’Agrigentino”.
Nel 1850 Gianbattista Filippo Basile sistemava a giardino inglese tutto il poggio del Teatrino che, nel 1862 crollò per imperizia durante un intervento di restauro nella parte terminale che venne ricostruita nelle forme originarie, anche se adattata al nuovo uso nella metà del XX secolo.
Attualmente funge da ingresso al Museo Regionale della Ceramica.


 ...............F.O.T.O............................

Monumento ai Caduti

Nell’ambito dell’ampia sistemazione definita da Gianbattista Filippo Basile per il disegno della Villa Comunale, fu costruito anche il Tondo antistante il Teatrino del Bonaiuto. Nella sua prima sistemazione era rustico e senza sedili.
Successivamente venne sistemato nella configurazione attuale e fu posto al suo centro il monumento ai caduti della guerra 1915-18. L’opera scultorea è un bronzo dal dinamismo contenuto in forme classiche e di ispirazione manierista dello scultore palermitano Antonio Ugo.
Il monumento fu inaugurato da Vittorio Emanuele III.

 

 

Fontanoni dell’Acquanova

“Nel 1608 si inaugurò il primo acquedotto cittadino detto dell’Acquanova, incominciato fin dal 1522. Fu un lavoro assai costoso ed ardito, che richiese, per potersi avere l’abbondante acqua dei Simini nella parte bona dell’abitato, una galleria di più chilometri scavata…sotto la direzione degli ingegneri idraulici messinesi, Giuseppe Lombardo e Domenico Bisazza. L’anzidetta acqua doveva pure alimentare quella grandiosa fontana commessa all’architetto e scultore fiorentino Camillo Camilliani, che per varie vicende rimase incompleta ed ora nei suoi elementi superstiti è collocata nella parte bassa del Giardino pubblico. Al posto della fontana furono costruiti lavatoi e beveratoi e due eleganti piloni con cannelle, decorati di sculture da Giandomenico Gagini”.
Uno dei Fontanoni danneggiato nell’ultima guerra fu sottoposto ad un primo restauro.


Dicembre - 2008
LMMGVSD
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031
Servizi
Comunity
Piano di Zona
Doc. Progr. Sicur...
Piano Strategico
Informacittà
Contatti


Logo UNESCO

CopyRight 2006 © - Sito ottimizzato 1024x768 - Powered by Gruppo Softecno