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Palazzi storici

Palazzo Municipale   ex  Palazzo principi Bellaprima

Non si conoscono né l’anno di fondazione né l’autore dell’edificio originario.
Nel 1845 il Sindaco dott. Luigi Libertini, promosse l’acquisto del Palazzo di Pompeo Interlandi principe di Bellaprima. Per ristrutturare ed adattare il Palazzo alle nuove esigenze, fu incaricato nel 1852 l’architetto catanese Mario Di Stefano, che presentava un imponente progetto di adattamento del palazzo con rifacimenti e decorazioni all’interno ed all’esterno, fra cui la completa demolizione del vecchio scalone, l’ampliamento dell’atrio e la riforma e il completamento del prospetto con l’aggiunta di vistose decorazioni e di un attico su cui dovevano trovare posto delle statue allegoriche. Il dispendioso progetto che avrebbe dovuto eseguire l’architetto Michele Fragapane non fu mai realizzato, infatti nel 1864 l’Amministrazione bandì un concorso, cui parteciparono lo stesso Fragapane e il giovane architetto Gianbattista Nicastro. Il concorso fu vinto dal Nicastro che nel 1872 iniziò la realizzazione dell’opera. La facciata posteriore è opera dell’architetto caltagironese Saverio Fragapane.  E’ stato recentemente ristrutturato ed è di proprietà comunale.

Palazzo Gravina-Pace   ex casa Bonanno, baroni del Polino

Il palazzo nel suo nucleo più antico, è sicuramente databile agli anni precedenti il terremoto del 1693; di questa fase conserva un lungo balcone d’angolo su ventisei mensoloni in pietra scolpita. Altri sette mensoloni furono aggiunti in epoca successiva nella parte del prospetto che affaccia sulla piazza del Municipio.
L’opera di intaglio dei mensoloni si attribuisce a Giandomenico Gagini ed al figlio Antonuzzo.
Vi sono rappresentati figure di sfingi, sirene, mostri ed altri animali fantastici, così come era tradizione in tutti i decori messi in opera per edifici analoghi, sviluppatisi ulteriormente nella ricostruzione dei centri della Val di Noto dopo il terremoto del 1693. Il palazzo è di proprietà della famiglia Pace-Gravina.   

 

Palazzo Reburdone

E’ databile alla seconda metà del sec.XVIII almeno per quanto riguarda lo scalone, per il quale si è fatta attribuzione all’arch.Francesco Battaglia che dal 1776 è stato architetto di Enrico Guttadauro Principe di Reburdone, per i lavori concernenti il palazzo della stessa casata a Catania. Ampi resti sulla Via Abate Meli e sulla Scala di S. Maria del Monte, attestano la sua fase precedente monumentale.
Dopo il restauro, ospiterà la Mostra Permanente della Ceramica Moderna.


Palazzo Comitini

Sito in piazza Municipio, il monumentale edificio dell’elegante prospetto è databile in epoca pre-terremoto 1693.

Palazzi Taranto, Maggiore di Santa Barbara (oggi Spadaro), Grifeo, Secusio

Ricostruiti con forti interventi dopo il terremoto del 1693 costituiscono un monumentale scenografico allineamento di edifici gentilizi sulla via S. Bonaventura. Alcune manomissioni recenti non ne hanno mutato le forme originarie nella suggestione dell’antica via.

 

Palazzo Gravina di Ramacca

E’ di costruzione post-terremoto 1693 almeno nella scalinata settecentesca, con ricca articolazione delle rampe e provvista di balaustre a traforo con vistosi parapetti. 



Palazzo Sant’Elia

E’ collocabile nella seconda metà del ‘700. E’ attribuito all’architetto Natale Bonaiuto per la qualità e lo stile della mossa facciata costruita sul lato breve che volge verso il ponte S. Francesco.




Palazzo Perremuto Crescimanno

Di costruzione post-terremoto 1693, tranne per la parte centrale rimasta in piedi, conserva integro il piano nobile. Per decoro, arredi e suppellettili, è di grande interesse, così come per la quadreria di famiglia, collezione di terracotte, e più di ogni cosa per l’ambiente generale che è un vero e proprio museo di una famiglia nobiliare siciliana.


Palazzo della Magnolia (ex Casa Vella) -Palazzo Arena e Balconata Ventimiglia ed altri palazzi di minore rilievo, fanno parte di quegli edifici che definiscono una identità urbana inalienabile con elementi architettonici e di decoro di terracotta e terracotta invetriata, alcuni del XIX secolo, ma per la maggior parte dei primi del ‘900.

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