COMUNICATO STAMPA
Prodotti del Made in Italy: è il boom della ceramica di qualità
Sempre più stranieri arredano le proprie case con le nostre maioliche DOC.
Incremento delle vendite del 12%
Uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy nel mondo è la ceramica. Ricca di poli produttivi, sia a livello industriale che artigianale e artistico, questo settore del nostro Paese ha visto nell’ultimo periodo una crescita considerevole.
Merito della passione dei turisti stranieri, ma anche rinnovato interesse degli italiani per le creazioni dei nostri maestri artigiani. Se, infatti, da gennaio ad oggi, sono stati il 12% in più i turisti stranieri che rispetto allo scorso anno hanno acquistato oggetti in ceramica, secondo una recente indagine Doxa - commissionata dall’Agenzia Polo Ceramico - ben 4 famiglie italiane su 10 nel corso degli ultimi tre-quattro anni hanno scelto ceramiche di produzione artigianale per la famiglia (29%) o come raffinato “cadeau” (18%).
Ad accomunare turisti stranieri e italiani è la predilezione per oggetti lavorati a mano –indicati dal 73,8% degli intervistati italiani - e nel rispetto della tradizione (70%). Per questo gli acquisti di ceramica vengono, nel 50% dei casi, fatti in vacanza e nelle località rinomate per la produzione di ceramica DOC. E questa primavera, infatti, a conquistare nel vero senso della parola, i turisti stranieri, sono state le ceramiche Doc di Faenza, Caltagirone e Grottaglie, seguite dal quelle di Civita Castellana, Gubbio, Albissola e Vietri sul Mare.
Ma la passione per la ceramica sembra andare ben al di là della scelta di un souvenir e diventare un vera e propria questione di stile. Da un campione di 500 turisti che hanno visitato il nostro Paese negli ultimi sei mesi, infatti, è emerso come la ceramica abbia sostituito altri materiali per gli oggetti d’arredo nei gusti degli stranieri. Sebbene il 29% degli intervistati confermi la propria predilezione per il vetro ed il cristallo, la ceramica con il 21% delle preferenze scavalca il legno (19%), la porcellana (15%) e altri materiali (14%).
Le qualità più apprezzate? Il colore e la fantasia delle lavorazioni che ne fa degli oggetti “tipici”, a detta del 34% del campione, mentre un altro 23% ne apprezza la resistenza e solidità che rende quelli in ceramica “oggetti per la vita”. Per un altro 19%, invece, si tratta di veri e propri “pezzi d’arredamento” che vengono quindi acquistati per la loro “riconoscibilità”. Quanto, infatti, ai criteri di scelta, l’autenticità conquista il primo posto (37%), seguita dall’originalità (31%) e dalla funzione d’uso del pezzo in ceramica (27%). Il primo posto tra la tipologia degli oggetti in ceramica più apprezzati spetta ai vasi (33%), seguiti da piatti (27%) e mattonelle (22%)
L’indagine Doxa ha consentito di individuare tre tipologie distinte di turisti amanti delle ceramiche italiane. Al primo posto con il 41%, troviamo i “collezionisti”, i veri amatori della ceramica Made in Italy. Animati dall’interesse per l’arte e per le raffinate tecniche di produzione della ceramica, collezionano esemplari rari ed estremamente costosi, alcuni dei quali risalenti ad epoche lontane, da inserire all’interno delle proprie collezioni. Al secondo posto con il 35%, troviamo i “sofisticati” spinti all’acquisto di ceramiche con l’unico scopo di abbellire gli ambienti in cui vivono, impreziosendoli con esemplari rari ed esclusivi. Esiste poi la categoria dei “funzionali”, (22%), che compera oggetti in ceramica solo per uso domestico, orientandosi verso l’acquisto, ad esempio, di ciotole per zuppe o contenitori per la frutta, rigorosamente in ceramica e interamente decorate a mano.
E’ sempre più frequente, dunque, ammirare nelle case di europei, americani e giapponesi, le maioliche prodotte in Italia. Cominciando dall’arredo degli interni, nei salotti è facile trovare esemplari come candelieri, calamai o unguentari; nelle sale da pranzo, invece, riscuotono enorme gradimento piatti, teiere e zuppiere. Catini e acquasantiere, invece, sono sempre più spesso acquistati per arredare le toilettes.
Nei giardini, invece, la moda del momento consiste nella presenza delle tulipaniere o della garofoliere per l’esposizione di fiori e piante.
I turisti amanti del Made in Italy, inoltre, sono particolarmente attratti da idrie (vaso a corpo ovoidale con bocca e piede strombati), boccali e fiaschette, utilizzate soprattutto nelle ville di proprietari con un gusto più raffinato.
Cauto sull’incoraggiante svolta di tendenza Francesco Pignataro, sindaco di Caltagirone e vice presidente dell’AICC (Associazione Italiana Città della ceramica) e faenti “Siamo ancora lontani dalle potenzialità che questo settore può esprimere –commenta - ma il futuro è roseo” I motivi di tanto ottimismo? “Perché la ceramica – spiega Bianchedi - esprime due valori. Uno è quello dell’arte, l’altro ha a che fare con l’appartenenza territoriale. Tutti e due sono dei valori aggiunti importanti, perché concorrono a battere la concorrenza”.
E per tutelare e garantire le produzioni Doc è nato il marchio “Città della Ceramica”, proprio a sottolineare l’importanza storica e culturale e il radicamento territoriale di una produzione come quella della ceramica. “Si tratta di centri –spiega Francesco Pignataro, in cui la produzione di ceramica si associa all’esistenza di beni culturali che testimoniano il valore autentico delle piccole città d’arte).” “Queste - come ad esempio Caltagirone - da alcuni anni riconosciuta Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco continua Pignataro - coniugano l’artigianato locale con la promozione di beni culturali, intesi non solo come attrazioni turistiche, ma innanzitutto come fattore d’identità locale, fondamentale per ogni processo di sviluppo. Non ci può esserci sviluppo se non a partire da un radicamento locale. Al tal riguardo i maestri della ceramica calatina hanno contribuito con i loro lavori a restaurare, a San Pietroburgo, in Russia, i pavimenti di importanti edifici pubblici e privati”.