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COMUNE DI CALTAGIRONE

Ufficio di Cittadinanza

Documento Programmatico

Piano di Zona  2009 

 

Il D.P. n. 72 del 23/03/2007 “ Integrazioni e modifiche del documento “ Stesura aggiornata della programmazione degli interventi di cui al documento “ Analisi, orientamenti e priorità L: 328/00- Triennio 2004/2006”, che costituisce atto di indirizzo del Governo della Regione Siciliana, in continuità con il documento di programmazione “ Linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario” approvate con D.P. 4 novembre 2002,  si propone di portare a compimento la definizione di un  nuovo sistema di welfare regionale e contestualmente il processo di predisposizione ed approvazione dei Piani di Zona. I Piani di Zona sono stati lo strumento fondamentale attraverso cui i Comuni, associati in ambiti territoriali, con il concorso di tutti i soggetti attivi nella progettazione, hanno integrato e sintetizzato tutte le politiche sociali di un territorio, disegnato il sistema integrato di interventi e servizi sociali con riferimento agli obiettivi strategici, agli strumenti realizzativi e alle risorse da attivare.
In data 03.06.2003 il Distretto socio-sanitario n. 13, attraverso la firma dei suoi rappresentanti istituzionali, ha sottoscritto il suo primo Piano di  Zona, un evento importante per tutto il territorio, segno di un cambiamento profondo e radicale.
 In questi anni non è stato facile trasferire il Piano di Zona dalla carta alla realtà. Consuetudini di lavoro, comportamenti e mentalità sedimentate nel tempo, prevalentemente orientate a conservare lo stato delle cose esistenti, sono state le difficoltà principali con le quali ci siamo dovuti confrontare. Abbiamo lavorato a livello politico-istituzionale perché la “ dimensione sociale” trovasse un posto di rilievo nell’agenda politica e, progressivamente, nei bilanci economici del territorio nonché nelle stesse strategie di sviluppo locale , schiodandola dalla marginalità e dal “recinto chiuso” dell’assistenza nella quale è stata da sempre relegata. Abbiamo lavorato a livello di  ASL, Terzo Settore, volontariato,organizzazioni sindacali, scuole, Ministero di Grazia e Giustizia, IPAB,Caritas, per creare reti di relazioni e di rapporti, prima ancora che di servizi, al fine di evitare sovrapposizioni di interventi ed ottimizzare le risorse. L’inizio della rete rappresenta un traguardo culturale determinante: il metodo della complementarietà e della collaborazione delle diversità sul territorio contro l’individualismo del campanile. Abbiamo lavorato per instaurare comportamenti collettivi orientati al confronto progettuale e non alla ricerca costante del conflitto; per stimolare in ciascun soggetto il meglio che esso può dare in una logica di integrazione costruttiva tra soggetti pubblici e privati, proponendo un’immagine del nostro territorio quale comunità che accoglie, che si fa carico dei propri problemi e che trae da se stessa le energie necessarie a migliorarsi.....


Testo integrale


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