La Galleria Civica d’Arte Contemporanea è nata nel 1996, in occasione della generosa donazione della collezione del noto artista calatino Gianni Ballarò, ad opera della moglie, signora Carmela Pasqualino.
Alla mostra permanente di alcune delle più significative opere di Ballarò, si è aggiunta di recente un’esposizione antologica di una parte delle raccolte d’arte contemporanea dei Musei Civici, acquisitedalle Rassegne Nazionali della Ceramica organizzate dal Comune di Caltagirone a partire dagli anni ‘80, e attraverso una politica di acquisti e donazioni condotta essenzialmente nel periodo tra il 1980 ed oggi.
La Galleria Civica possiede attualmente una organicità funzionale ed una connotazione specifica che la collocano fra le analoghe istituzioni italiane, purtroppo ancora numericamente limitate nel territorio nazionale e, ancor più, nel Mezzogiorno e in Sicilia.
In essa viene rappresentata in special modo, costituendone l’idea-guida, la ceramica intesa come mezzo espressivo, e più in generale la ricerca materica, particolarmente significativa in una città come Caltagirone in cui l’antichissima tradizioneartigianale registra e ispira una perdurante sensibilità in questo campo.
Varie ed eterogenee sono la provenienza e la matrice culturale degli artisti, tutti di qualità e di fama quanto meno nazionale. Alcuni operanti localmente o di origine locale come Salvatore Aquino, Gianni Ballarò, Franco Cannilla, Vincenzo Cimino, Luigi Gismondo, Giuliana Lo Porto, Luigi Pero, Salvatore Zimone e Francesco Cusumano, poetico artista contadino apprezzato in campo internazionale nell’ambito della Brut Art, in memoria del quale la famiglia ha donato una raccolta di opere. Altri artisti sono stati presenti in edizioni della Rassegna Nazionale della Ceramica, come Lucilla Catania, Ettore Consolazione, Paul Klerr, Aldo Rontini, Luigi Mainolfi, Luigi Ontani, questi due ultimi invitati con una sala personale in più edizioni della Biennale di Venezia.
Recentemente acquisiti per donazione della signora Sylvia Franchi della Associazione Artivisive di Roma, sono le opere diStelvio Botta, Immacolata Datti e Bruno Del Gaizo. Sempre per donazione sono da poco pervenute opere di Gaetano Romano ed Emanuele Di Stefano (EMADI).
Luca Mazzieri è autore di una installazione creata in occasione della "prima" di una performance musicale realizzata dal Maestro Martino Traversa per i Musei civici di Caltagirone.
La Galleria possiede una ricca biblioteca specialistica, in parte integrata da quella relativa all’arte contemporanea fruibile presso i Musei civici a Palazzo Libertini, e un’archivio documentario e fotografico costituito in buona misura dalla donazione Ballarò-Pasqualino.
Dal 1999 la Galleria organizza la Rassegna d’Arte "Prova d’Autore",che propone mensilmente le ricerche di artisti contemporanei, locali e non, successivamente riuniti in una collettiva.
Si accompagna ad essa una "stagione" autunnale di concerti che indaga il rapporto fra arti visive e musica. Intensa è l’attività divulgativa e specialmente quella didattica che si esplica in una costante collaborazione fra Galleria ed Istituti Scolastici.
uole l’antica tradizione che intorno all’anno Mille un manipolo di Liguri, soldati o mercanti della gloriosa Repubblica genovese, giungesse nella città di Caltagirone, liberandola, anche se provvisoriamente, dal dominio musulmano, e che fondasse la chiesa dedicata a S. Giorgio, costruendo intorno dimore e botteghe. Agli albori del secondo millennio rimonta la storia della chiesa, del quartiere e delle strade che lo attraversano: chiesa ricca di memorie e di arte, quartiere denso di conventi e palazzi, strada fascinosa di atmosfere e di silenzio.
Per secoli"Strada di San Giorgio", prende ora nome da Luigi Sturzo che qui nei pressi nacque, abitò a lungo ed è sepolto. La via parte dalla piazza del Municipio, andando in dolce declivio verso levante; percorrendola, pocodopo il fianco del Palazzo Municipale, si incontra a destra la chiesa del Purgatorio, già di Santa Maria degli Angeli, riedificata alla fine del ‘700 dall’architetto caltagironese Carlo Maria Longobardi, dal raffinatissimo interno arricchito da pregevoli dipinti specialmente dei fratelli Vaccaro (XIX secolo). Poco più su, tra altri palazzi nobiliari quasi si fronteggiano, a sinistra, il grande palazzo Aprile primo ad essere ricostruito dopo il terribile terremoto del 1693, e a destra il palazzo Longobardi, dove nacque Nicolò Longobardi, gesuita e scienziato. Superiore della Provincia cinese, mori a Pechino con il titolo di "Mandarino", nel 1655.
Ancora oltre, sempre sulla destra, è osservabile la calda facciatadi terracotta - della rinomata manifattura Vella - della Casa Amico, in originale stile Liberty. La strada, dopo qualche decina di metri si amplia in uno slargo su cui prospettano le scenografiche facciate barocche delle chiese del Convento di San Domenico, anch’essa dell’architetto Longobardi, e del Monastero del SS. Salvatore, cui posero mano, tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, gli architetti Nicolò Commendatore, Giovanni Marino e Natale Bonaiuto. Venne sepolto Luigi Sturzo, prete e statista di livello internazionale; poco lontano, in via Santa Sofia,è la sua casa natale. Per una breve traversa a sinistra si accede al pittoresco Largo Pianiolo, insolita piazzetta nel fitto tessuto medievale.Riprendendo la strada si giunge infine all’Ospedale delle Donne, trasferito in questo luogo dal 1799. L’edificio, dal prospetto in stile rinascimentale toscano dell’architetto Giambattista Nicastro, con tondi in rilievo dello scultore Salvatore Failla (1856), ospita la Galleria Civica d’Arte Contemporanea, che, oltre all’esposizione permanente dedicata all’artista caltagironese Gianni Ballarò, propone opere di importanti maestri contemporanei.
La strada si conclude davanti alla chiesa di San Giorgio dalla imponente torre campanaria medievale, e semplice facciata disegnata dai pittori e scultori calatini Giuseppe e Francesco Vaccaro, al cui interno, tra varie opere di rilevanza storica e artistica, è il celebredipinto fiammingo "Il Mistero della Trinità.