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Festa Maria SS. di Conadomini

Programma 2017

conadomini

L'icona della Madonna di Conadomini è una tempera su tavola raffigurante da un lato la Santissima Vergine, dall'altro Gesù che si innalza dal sepolcro, con la croce alle spalle. La datazione di questa splendida immagine, dipinta con grande probabilità in Italia, si deve far risalire fra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, in pieno periodo romanico.
Dopo la morte dell'imperatore Enrico V (1125), che non aveva eredi diretti, le casate di Baviera e Sassonia dei Welfen (da cui la parola guelfo), favorevoli al potere papale e quella di Svevia degli Hohenstaufen, signori del castello di Waiblingen, anticamente Wibeling (da cui la parola ghibellino), entrarono in lotta per la corona imperiale. Questa rivalità coinvolse ben presto tutta l'Europa.a rusedda 2016 g In particolare, nell'ambito delle città italiane, la stessa dicotomia, superando il tradizionale significato di lotta politica tra papato e impero, si ripropose poi nella lotta tra le fazioni guelfa e ghibellina della popolazione, entrambe volte ad esercitare il dominio nel comune. Nella prima metà del XIII secolo, la città di Lucca era ad ampia prevalenza ghibellina, al punto tale da entrare, con le città di Arezzo, Siena, Pistoia e Pisa, in una lega ghibellina toscana, volta a combattere ed arginare il potere guelfo nella dominante Firenze. Il lunghissimo periodo di ostilità culminò con la battaglia di Montaperti del 1260. La prima metà del XIII secolo vedeva la Sicilia dominata dal'imperatore svevo Federico II, che essendo di parte ghibellina si trovava in frequente conflitto con il papa. Nel 1224 Gregorio IX scomunicò il sovrano svevo con il pretesto della mancata indizione di una crociata che Federico aveva promesso. In questo quadro storico, esattamente nel 1225, la nobile famiglia lucchese dei Campochiaro, essendo di dichiarata fede Guelfa, decise di abbandonare Lucca per rifugiarsi in Sicilia, a Caltagirone, una terra il cui signore, con una solenne scomunica sulle spalle, non poteva fare altro che dimostrarsi tollerante verso la fazione guelfa. Si pensi che pochi anni dopo Federico II partirà per la Terrasanta, concludendo vittoriosamente la crociata con dei trattati col sultano d'Egitto, recuperando ai cristiani Gerusalemme, Betlemme e Nazareth.
La preziosa icona fu tenuta dalla famiglia Campochiaro fino agli ultimi anni del XVI secolo, periodo in cui venne donata alla Chiesa Madre dedicata all'Assunta.
L'Icona veniva esposta in chiesa dal lato del Cristo e collocata al centro di un polittico, detto per via della bellezza e dell'importanza del capolavoro "cona", termine dialettale indicante l'Icona (da cui la denominazione Cona Domini). Ogni volta che gravi calamità, siccità, pestilenze, carestie affliggevano la comunità cittadina, l'Icona veniva girata dal lato della Santissima Vergine, per venerarla ed implorare la sua misericordia.
rusedda cisto I miracoli arrivavano puntuali, tanto che la devozione, diffusasi dapprima principalmente nel mondo agricolo, che dalla protezione della vergine otteneva grandi grazie, si estese a tutta la popolazione, spingendo il Senato cittadino a proclamare, nel luglio del 1664, la Madonna di Conadomini compatrona principale della città di Caltagirone.
Talmente grande è la gratitudine degli abitanti di Caltagirone da tributare alla Vergine l'appellativo di "Madonna del pane" e da dedicarle una grande festa che fino alla fine di Maggio coinvolge tutta la cittadinanza. Sui balconi dei carruggi dell'antico borgo campeggiano gli striscioni con scritto "Maggio a Maria", mentre la chiesa viene ricolmata di profumatissimi fiori di tutte le varietà e colori. È il mondo agricolo che, tra fede e folklore, rende la festa particolarmente solenne con l'offerta dei doni della terra, che viene fatta al termine del cosiddetto "corteo 'A Rusedda" una pianta profumata (cisto) raccolta nel bosco di San Pietro e portata, con mezzi agricoli, fino alla Chiesa della Conadomini. Inoltre, in onore alla Madonna di Conadomini, tra maggio e giugno viene allestita la Scala Santa Maria del Monte "Infiorata".

'A Rusedda
sabato 27 Maggio 2017

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 Un "Corteo", formato da figuranti in costumi medievali e automezzi agricoli addobbati a festa con fiori multicolori per rendere omaggio alla Madonna di Conadomini, porta in dono " 'A Rusedda"  per essere poi utilizzata dai ceramisti nelle loro fornaci in cambio di un'offerta alla Chiesa.

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Percorso corteo 'A Rusedda

Ore  15.30: raduno degli agricoltori,  in  Piazza della Regione, successivamente il corteo percorrerà alcune vie della città e si concluderà presso la chiesa di Santa Maria del Monte con l'offerta dei doni della terra.

PROGRAMMA PRIMAVERA 2017

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